DALLA CEI “I CANTIERI DI BETANIA”

La CEI, da pochi giorni, ha pubblicato il documento “I cantieri di Betania”, col quale offre, alle chiese locali, le prospettive per proseguire il cammino sinodale in questo secondo anno. Il testo parte da quanto è emerso dalla consultazione del Popolo di Dio. Il documento propone l’immagine del “cantiere”, calandolo in tre diversi contesti: “la strada e il villaggio”, “l’ospitalità e la casa”, “le diaconie e la formazione spirituale”; un quarto spazio di lavoro è lasciato ad una specificità emersa nella prima fase di ascolto in ogni diocesi.

Quella del cantiere è un’immagine che indica la necessità di un lavoro che duri nel tempo, che non si limiti all’organizzazione di eventi, ma punti alla realizzazione di percorsi di ascolto ed esperienze di sinodalità vissuta, la cui rilettura sia punto di partenza per la successiva fase sapienziale. (I cantieri di Betania, 5)

Una occasione da non sprecare, questo nuovo step, per raggiungere e lasciarsi raggiungere da quanti non sono stati ancora coinvolti nel cammino sinodale.

La condivisione di “buone pratiche” attraverso gli strumenti di comunicazione disponibili, a partire dal sito della CEI dedicato, può aiutare l’edificazione vicendevole delle varie realtà locali. Alla fine del testo, con uno sguardo al Congresso Eucaristico Nazionale di Matera del settembre p.v., troviamo l’invito a ricomprendere sempre più profondamente la celebrazione eucaristica come vero paradigma della sinodalità.

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Il contributo delle persone con disabilità al Sinodo sulla sinodalità

La Chiesa è la vostra casa

19 maggio 2022

Si è svolta ieri pomeriggio una sessione di ascolto online, di circa due ore, sul tema “La Chiesa è la vostra casa. Il contributo delle persone con disabilità al Sinodo sulla sinodalità” promossa dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita in collaborazione con la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.

La sessione, alla quale hanno partecipato rappresentanti di conferenze episcopali ed associazioni internazionali, aveva l'obiettivo di "dare voce" direttamente alle persone con disabilità, fedeli spesso al margine delle nostre Chiese. Benché molte di esse siano state già coinvolte negli incontri promossi da parrocchie, diocesi ed associazioni, la riunione è stata di fatto il lancio di un vero e proprio processo sinodale internazionale a loro dedicato.

In una dinamica di dialogo, i circa 30 partecipanti con disabilità sensoriali, fisiche o cognitive - collegati da più di 20 paesi del mondo - hanno potuto esprimersi nelle loro lingue (tra le quali tre lingue dei segni) in vista della redazione comune di un documento per rispondere alla domanda fondamentale del Sinodo: Come stiamo camminando con Gesù e con i fratelli per annunciarlo? Per il domani, che cosa lo Spirito sta chiedendo alla nostra Chiesa per crescere nel cammino con Gesù e con i fratelli per annunciarlo?

Quattro commoventi testimonianze dalla Liberia, dall’Ucraina, dalla Francia e dal Messico hanno attirato l’attenzione sulla necessità di superare discriminazione, esclusione, paternalismo. Molto toccanti le parole di una catechista francese con sindrome di Down: “Alla nascita, avrei potuto essere abortita. Sono felice di vivere”, ha raccontato, “Amo tutti e ringrazio Dio di avermi creata”. Consacrata, ha ricevuto dal suo vescovo un doppio mandato: la preghiera e l’evangelizzazione.  

In apertura, il Card. Mario Grech, Segretario Generale della Segreteria del Sinodo dei Vescovi, ha condiviso la sua personale esperienza: “Ho un debito verso le persone con disabilità. È stata una di esse che mi ha messo sul cammino della vocazione sacerdotale. Se viene scartato il volto del fratello o della sorella disabile, è la Chiesa che diventa disabile”.

Il Segretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, P. Alexandre Awi Mello, ha detto ai partecipanti che nel processo sinodale la sfida è quella di “superare ogni pregiudizio di chi ritiene che chi ha delle difficoltà ad esprimersi non abbia un pensiero proprio, né nulla di interessante da comunicare”.

In chiusura, Sr. Nathalie Becquart, Sottosegretario della Segreteria del Sinodo dei Vescovi, ha proposto ai partecipanti di osservare un momento di silenzio, per “sentire - ha detto - come lo Spirito Santo ha parlato ad ognuno”. Ci sono tesori di umanità che sono stati condivisi e sono offerti alla Chiesa.

I partecipanti sono stati invitati ad elaborare nei prossimi mesi un documento comune a partire dalle loro esperienze e dalla conoscenza del mondo della disabilità che hanno maturato in prima persona e attraverso il loro impegno pastorale. Il documento sarà poi consegnato alla Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi perché ne tenga conto nel prosieguo del cammino sinodale.

L’incontro si inserisce in un percorso avviato nel dicembre 2021 dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita con la campagna video #IamChurch, sul protagonismo ecclesiale delle persone con disabilità e vuole essere una risposta all’appello del Papa in Fratelli Tutti (n.98) allorché invita le comunità a "dare voce" a quegli «“esiliati occulti” …che sentono di esistere senza appartenere e senza partecipare». L’obbiettivo – continua il Santo Padre – non è solo l'assistenza, ma la «partecipazione attiva alla comunità civile ed ecclesiale.”

Il processo si concluderà nei prossimi mesi con un incontro in presenza a Roma.

Fonte: synod.va

 

A Roma il secondo incontro dei referenti diocesani.

Nuovo appuntamento per i referenti diocesani del Cammino sinodale che, a distanza di due mesi, si ritrovano a Roma per il loro secondo incontro nazionale. Si è aperta ieri sera, 13 maggio, la riunione alla quale partecipano 242 referenti (laici, presbiteri e diaconi, consacrate e consacrati) e 12 Vescovi delegati dalle Conferenze Episcopali Regionali.
L’incontro rappresenta un momento di condivisione delle istanze messe in luce dalle sintesi diocesane, che hanno raccolto le esperienze, le idee e le attese emerse durante la prima fase di ascolto portata avanti sui territori.
“Nonostante la pandemia abbia rallentato, almeno nei mesi invernali, il percorso avviato in autunno, abbiamo ‘scaldato i motori’ e le nostre diocesi hanno vissuto il percorso con crescente entusiasmo; ne fanno fede i circa cinquantamila incontri sinodali, confluiti nelle duecento sintesi diocesane”, sottolinea Mons. Erio Castellucci, arcivescovo abate di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, vicepresidente CEI e membro del Gruppo di coordinamento nazionale del Cammino sinodale. “È presto – aggiunge – per dire quali saranno le traiettorie sulle quali si concentrerà il secondo anno del Cammino italiano. Alcune convergenze si sono delineate: si potrebbe dire che il magistero di Papa Francesco, con le sue sottolineature della gioia, dell’ascolto, della leggerezza, delle periferie e della bellezza, risuona in tutti i contributi, sotto forma di esperienze narrate, proposte e critiche”.
La riflessione che chiude il primo anno del percorso sinodale e avvia, a partire da settembre, il secondo che completa la “fase narrativa”, proseguirà durante l’Assemblea Generale della CEI, in programma dal 23 al 27 maggio. Il Cammino sinodale sarà infatti uno dei temi all’ordine del giorno dell’Assemblea, alla quale prenderanno parte anche due delegati individuati dalle Conferenze episcopali regionali e chiamati a portare il loro contributo al confronto. “In questo modo è la rappresentanza dell’intero popolo di Dio, nelle sue componenti, a leggere quanto lo Spirito sta dicendo alle nostre Chiese”, rileva Mons. Castellucci ricordando che “a fine maggio verranno riconsegnate ai territori, per un ulteriore discernimento, le proposte su cui avviare il secondo anno di ascolto capillare”. Queste saranno consegnate ufficialmente alle Chiese locali in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale (Matera, 22-25 settembre).

Fonte: camminosinodale.chiesacattolica.it

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Pensare la Chiesa sinodale

Incontro delle Commissioni della Segreteria Generale del Sinodo

Roma, Casa La Salle, 25-29 aprile 2022

Allorché, in diverse parti del mondo, le sessioni di ascolto del Popolo di Dio volgono a termine e che le varie istanze ecclesiali si avviano a tirare le fila del loro discernimento comunitario, i membri (circa 60) delle quattro commissioni (Teologica, Spiritualità, Metodologica, Comunicazione) della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi si sono incontrati a Roma per approfondire alcuni aspetti del documento di riferimento del cammino sinodale: la Costituzione Apostolica del 2018, Episcopalis Communio.

“Vi chiedo di armonizzare Episcopalis Communio con il processo sinodale che è iniziato. Non di armonizzare il processo in corso con la Costituzione Apostolica. Dobbiamo aver il coraggio di immaginare, di seguire lo Spirito che guida la Chiesa nella riscoperta della sua dimensione sinodale”, ha detto il Cardinale Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, aprendo l’incontro.

Nei cinque giorni di lavori, i partecipanti hanno così discusso alcuni punti nodali emersi durante il cammino finora svolto: il sensus fidei fidelium, ossia il contributo della fede del Popolo di Dio al magistero ecclesiale; quello della collegialità episcopale, del primato pietrino in relazione alla sinodalità ecclesiale; la relazione tra discernimento e consenso ecclesiale; o ancora la natura consultativa o deliberativa delle assise sinodali.
Particolare attenzione è stata data inoltre alla dimensione missionaria della Chiesa e alle sue strutture sinodali.

I lavori, svolti in un clima di fraternità e condivisione, sono stati scanditi da momenti di preghiera, sessioni plenarie e lavori di gruppo.

Il contenuto delle varie sessioni di lavoro verrà pubblicato a tempo debito per condividere con l’insieme della Chiesa le riflessioni svolte.

Fonte: synod.va

Lettera ai sacerdoti

Il segretario generale del Sinodo dei Vescovi e il prefetto della Congregazione per il Clero scrivono a tutti i preti del mondo, sollecitandoli a proseguire senza timori nel cammino di ascolto del Popolo di Dio, radicati nella Parola e superando il rischio di autoreferenzialità, immobilismo, intellettualismo.

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Lettera rivolta ai sacerdoti dal Card. Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi e dall'Arcivescovo-Vescovo emerito di Daejeon Lazzaro You Heung Sik, Prefetto per la Congregazione per il Clero

Cari Sacerdoti,

Eccoci, due fratelli vostri, sacerdoti anche noi! Possiamo chiedervi un attimo di tempo?

Vorremmo parlarvi di un argomento che ci tocca tutti.

«La Chiesa di Dio è convocata in Sinodo». Inizia con queste parole il Documento Preparatorio del Sinodo 2021-2023. Per due anni l’intero Popolo di Dio è invitato a riflettere sul tema Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione. Si tratta di una novità che può suscitare entusiasmo e anche perplessità.

Eppure «nel primo millennio, “camminare insieme”, cioè praticare la sinodalità, è stato il modo di procedere abituale della Chiesa». Il Concilio Vaticano II ha rimesso in luce questa dimensione della vita ecclesiale, tanto importante che san Giovanni Crisostomo ha potuto affermare: «Chiesa e Sinodo sono sinonimi» (Explicatio in Psalmum 149)

Si sa che il mondo di oggi ha urgente bisogno di fraternità. Senza rendersene conto, anela a incontrare Gesù. Ma come far sì che questo incontro avvenga? Abbiamo bisogno di metterci in ascolto dello Spirito insieme a tutto il Popolo di Dio, così da rinnovare la nostra fede e trovare vie e linguaggi nuovi per condividere il Vangelo con i nostri fratelli e le nostre sorelle. Il processo sinodale che Papa Francesco ci propone ha proprio questo obiettivo: metterci in cammino, insieme, nell’ascolto reciproco, nella condivisione di idee e progetti, per far vedere il vero volto della Chiesa: una “casa” ospitale, dalle porte aperte, abitata dal Signore e animata da rapporti fraterni.

Perché non si cada nei rischi evidenziati da Papa Francesco – cioè il formalismo che riduce il Sinodo ad uno slogan vuoto, l’intellettualismo, che fa del Sinodo una riflessione teorica sui problemi e l’immobilismo, che ci inchioda alla sicurezza delle nostre abitudini perché nulla cambi – è importante aprire il cuore e metterci in ascolto di ciò che lo Spirito suggerisce alle Chiese (cf. Ap 2,7).

Evidentemente, davanti a questo cammino, ci possono assalire dei timori.

Innanzi tutto, ci rendiamo ben conto che i sacerdoti in molte parti del mondo stanno già portando un grande carico pastorale. E adesso – può sembrare –  si aggiunge un’ulteriore cosa “da fare”. Più che invitarvi a moltiplicare le attività, vorremmo incoraggiarvi a guardare le vostre comunità con quello sguardo contemplativo di cui ci parla Papa Francesco nell’ Evangelii gaudium (n. 71) in modo da scoprire i tanti esempi di partecipazione e di condivisione che stanno già germogliando nelle vostre comunità. L’attuale fase diocesana del processo sinodale si propone infatti di «raccogliere la ricchezza delle esperienze di sinodalità vissuta» (Doc. prep., 31). Siamo certi che ce ne sono molte di più di quelle che può sembrare a prima vista, magari anche informali e spontanee. Ovunque ci si ascolta profondamente, si impara l’uno dall’altro, si valorizzano i doni degli altri, ci si aiuta e si prendono le decisioni insieme, c’è già sinodalità in atto. Tutto questo va preso in rilievo e apprezzato, in modo da sviluppare sempre più quello stile sinodale che è «lo specifico modus vivendi et operandi della Chiesa Popolo di Dio» (Doc. prep., 10).

Ma ci può essere anche un altro timore: se si sottolineano tanto il sacerdozio comune dei battezzati e il sensus fidei del Popolo di Dio, cosa sarà del nostro ruolo di guida e della nostra specifica identità di ministri ordinati? Si tratta, senza dubbio, di scoprire sempre più l’uguaglianza fondamentale di tutti i battezzati e di stimolare tutti i fedeli a partecipare attivamente al cammino e alla missione della Chiesa. Avremo così la gioia di trovarci a fianco fratelli e sorelle che condividono con noi la responsabilità per l’evangelizzazione. Ma in questa esperienza di Popolo di Dio potrà e dovrà venire in rilievo in modo nuovo anche il peculiare carisma dei ministri ordinati di servire, santificare e animare il Popolo di Dio.

In questo senso vorremmo pregarvi di dare in particolare un triplice contributo all’attuale processo sinodale:

  • Far di tutto perché il cammino poggi sull’ascolto e sulla vita della Parola di Papa Francesco così ci ha recentemente esortati: «appassioniamoci alla Sacra Scrittura, lasciamoci scavare dentro dalla Parola, che svela la novità di Dio e porta ad amare gli altri senza stancarsi» (Francesco, Omelia per la domenica della Parola di Dio, 23 gennaio 2022).

Senza questo radicamento nella vita della Parola, rischieremmo di camminare nel buio e le nostre riflessioni potrebbero trasformarsi in ideologia. Basandoci invece sulla messa in pratica della Parola costruiremo la casa sulla roccia (cf. Mt 7, 24-27) e potremo sperimentare, come i discepoli di Emmaus, la luce e la guida sorprendente del Risorto.

  • Adoperarci perché il cammino si contraddistingua per il reciproco ascolto e la vicendevole Prima ancora dei risultati concreti, sono già un valore il dialogo profondo e l’incontro vero. Sono molte, infatti, le iniziative e le potenzialità nelle nostre comunità, ma troppo spesso singoli e gruppi corrono il rischio dell’individualismo e dell’autoreferenzialità. Col suo comandamento nuovo, Gesù ci ricorda che «da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13, 35). Come pastori possiamo fare molto perché l’amore risani le relazioni . e guarisca le lacerazioni che spesso intaccano anche il tessuto ecclesiale, affinché ritorni la gioia di sentirci un’unica famiglia, un solo popolo in cammino, figli dello stesso Padre e quindi fratelli tra noi, a cominciare dalla fraternità fra noi sacerdoti.
  • Aver cura che il cammino non ci porti allintrospezione ma ci stimoli ad andare incontro a tutti. Papa Francesco, nell’Evangelii gaudium, ci ha consegnato il sogno di una Chiesa che non teme di sporcarsi le mani coinvolgendosi nelle ferite dell’umanità, una Chiesa che cammina in ascolto e al servizio dei poveri e delle periferie. Questo dinamismo “in uscita” incontro ai fratelli, con la bussola della Parola e il fuoco della carità, realizza il grande progetto originario del Padre: «tutti siano una cosa sola» (Gv 17, 21). Nella sua ultima Enciclica Fratelli tutti Papa Francesco ci chiede di impegnarci per questo insieme anche ai nostri fratelli e alle nostre sorelle di altre Chiese, ai fedeli delle altre religioni e a tutte le persone di buona volontà: la fraternità universale e l’amore senza esclusioni, che tutto e tutti deve abbracciare. Come servitori del Popolo di Dio siamo in una posizione privilegiata per far sì che ciò non rimanga un orientamento vago e generico, ma si concretizzi là dove

Carissimi  fratelli Sacerdoti, siamo certi che a partire da queste  priorità troverete  il modo di dar vita anche a specifiche iniziative,  a seconda delle necessità e possibilità perche la sinodalità è veramente la chiamata di Dio per la Chiesa del terzo millennio. Incamminarci  in  questa direzione non sarà esente da domande, fatiche e sospensioni, ma possiamo confidare che ci ritornerà il centuplo in fraternità e in frutti di vita evangelica. Basti pensare al primo Sinodo di Gerusalemme (cf. Atti 15). Chissà quanta fatica c’era dietro le quinte! Ma sappiamo  quanto decisivo fu quel momento per la Chiesa nascente.

Concludiamo questa nostra lettera con due passaggi del Documento Preparatorio che ci potranno ispirare e accompagnare quasi come un Vademecum.

«La capacità di immaginare un futuro diverso per la Chiesa e per le sue istituzioni all’altezza della missione ricevuta dipende in larga parte dalla scelta di avviare processi  di ascolto, dialogo e discernimento comunitario, a cui tutti e ciascuno possano partecipare e contribuire» (n. 9).

«Ricordiamo che lo scopo del Sinodo e quindi di questa consultazione non è produrre documenti, ma ”far germogliare sogni, suscitare profezie  e  visioni,  far  fiorire  speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un’alba di speranza, imparare l’uno dall’altro, e creare  un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani”» (n. 32).

Ringraziandovi per la vostra attenzione, vi assicuriamo la nostra preghiera e auguriamo a voi e alle vostre comunità un gioioso e fecondo cammino sinodale. Sappiateci vicini e in cammino con voi! E accogliete, attraverso di noi, la gratitudine anche di Papa Francesco che vi sente molto vicini.

Affidando ognuno di voi alla Beata Vergine Maria del Buon Cammino, vi salutiamo cordialmente nel Signore Gesù.

Vaticano, 19 marzo 2022

Prot. n. 220083

Oggi e domani incontro a Roma dei referenti diocesani

Il 18 e il 19 marzo si terrà, a Roma, il primo incontro nazionale dei referenti diocesani del Cammino sinodale, in presenza. Dopo gli appuntamenti online che hanno permesso al Gruppo di Coordinamento Nazionale di confrontarsi con i rappresentanti di tutte le regioni, la tappa residenziale romana sarà un’importante occasione per dialogare insieme e per raccontare il percorso fatto finora. Un focus sarà dedicato alla questione delle sintesi. Dopo il saluto di mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI, e l’introduzione di mons. Valentino Bulgarelli, Sottosegretario della CEI e Segretario del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, ci sarà spazio per gli interventi e il dibattito. L’incontro, sottolinea mons. Erio Castellucci, Arcivescovo Abate di Modena-Nonantola, Vescovo di Carpi e Vice Presidente della CEI, “vuole anche essere una sosta che aiuta l’ascolto delle nostre comunità; un momento di spiritualità che ci permetterà di connetterci a quella comunione profonda che dà linfa al nostro camminare”.

Fonte: camminosinodale.chiesacattolica.it

Papa Francesco insieme ai religiosi

Incontro internazionale con i referenti per il sinodo della Vita Consacrata

Mercoledì 16 marzo si è svolto un incontro online rivolto ai referenti per il sinodo della Vita Consacrata, organizzato dalla Segreteria del Sinodo dei Vescovi. Alla presenza del Card. Mario Grech e di sr. Nathalie Becquart, X.M.C.J, vi è stato un’interessante momento di ascolto e condivisione di questa prima fase del cammino sinodale che stiamo vivendo. Un incontro internazionale in italiano, francese, inglese e spagnolo, al quale hanno preso parte religiosi dei vari continenti. Il 23 c.m. vi sarà ancora la possibilità di partecipare ad un incontro di questo tipo per quanti non hanno potuto il 16.

Papa Francesco in videochiamata con gli universitari

Costruire ponti: incontri sinodali dei giovani universitari con Papa Francesco

Un incontro sinodale molto speciale quello vissuto dagli studenti della Loyola University del nord, centro e sud America con Papa Francesco.

Il Papa si è unito all’incontro virtuale organizzato dall’Università in collaborazione con la Pontificia Commissione per l’America latina, gli studenti, divisi in gruppo, hanno condiviso le esperienze e riflessioni, le loro idee, hanno fatto anche delle domande, intanto che Papa Francesco prendeva i suoi appunti.

Una iniziativa molto bella, la possibilità di un confronto che mira a costruire ponti incontri pacifici e costruttivi. Vari i temi affrontati: l’ecologia, le migrazioni, il lavoro, l’integrazione, ma anche la vicinanza dei pastori, l’importanza dei progetti educativi...

Uno scambio quasi familiare che ha lanciato tanti spunti e soprattutto ha mostrato la bellezza di pensare insieme, di accompagnarsi vicendevolmente nel cammino.

Un buon pastore cammina con noi... ora in mezzo, ora davanti, ora dietro al gregge. Grazie papa Francesco!

 

Religiosi accendono cero - giornata della vita consacrata

Giornata per la vita consacrata: chiamati a diventare una Chiesa sinodale

In una lettera per la XXVI Giornata Mondiale della vita consacrata, il cardinale João Braz de Aviz e monsignor José Rodríguez Carballo esortano a riflettere sulla parola “partecipazione” collegata al cammino sinodale da poco intrapreso

La Giornata per la vita consacrata, che culminerà il 2 febbraio con la celebrazione eucaristica presieduta da Papa Francesco nella Basilica di San Pietro, sarà “un'opportunità d'incontro segnato dalla fedeltà di Dio che si manifesta nella perseveranza gioiosa di tanti uomini e donne, consacrate e consacrati”. È quanto scrivono, in una lettera, il cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, e il segretario del dicastero, monsignor José Rodríguez Carballo.

Partecipare al “viaggio” della Chiesa sulla sinodalità

Nel documento si sottolinea che il cammino sinodale, da poco intrapreso e incentrato sul tema “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”, interpella ogni comunità vocazionale "nel suo essere espressione visibile di una comunione d’amore”. Riflettendo sulla parola “partecipazione”, il cardinale João Braz de Aviz e monsignor José Rodríguez Carballo invitano a chiedersi: “chi sono le sorelle, i fratelli che ascoltiamo e, prima ancora, perché li ascoltiamo?”. “Una domanda - scrivono - che siamo chiamati a farci tutte e tutti, perché non possiamo dirci comunità vocazionale e ancor meno comunità di vita, se manca la partecipazione di qualcuna o di qualcuno”. L’invito è quello di entrare in nel “viaggio” di tutta la Chiesa sulla sinodalità, “con la ricchezza dei carismi e d nostre vite, senza nascondere fatiche e ferite”. “La partecipazione diventa allora responsabilità: non possiamo mancare, non possiamo non essere tra gli altri e con gli altri, mai e ancor più in questa chiamata a diventare una Chiesa sinodale”.

Partecipazione e corresponsabilità

L’ascolto, scrivono infine il prefetto e il segretario della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, significa “fare posto all'altro nella nostra vita, prendendo sul serio quello che per lui e importante”. “La partecipazione assume cosi lo stile di una corresponsabilità da riferirsi prima ancora che alla organizzazione e funzionamento della Chiesa, alla sua stessa natura, la comunione, e al suo senso ultimo: il sogno missionario di arrivare a tutti, di avere cura di tutti, di sentirsi tutti fratelli e sorelle, insieme nella vita e nella storia, che è storia di salvezza”.

fonte: vaticannews.va

 

Secondo incontro online con i referenti diocesani del Cammino sinodale

Si è tenuto giovedì 9 dicembre, alle 20.30, sulla piattaforma Zoom il secondo webinar per i referenti diocesani del Cammino sinodale. L’incontro è stato l’occasione per approfondire alcune questioni aperte e per rispondere ai quesiti sulle modalità operative. Hanno partecipato Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo Abate di Modena-Nonantola, Vescovo di Carpi e Vice Presidente della CEI; Mons. Valentino Bulgarelli, Direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale e Sottosegretario della CEI; padre Giacomo Costa, Direttore di Aggiornamenti Sociali e consultore della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi; Pierpaolo Triani, Docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; Giuseppina De Simone, Docente alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sez. San Luigi Napoli; Vincenzo Corrado, Direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della CEI.

“Sullo sfondo – ha ricordato mons. Castellucci – rimane sempre la domanda fondamentale proposta dal Sinodo dei Vescovi: ‘Come si realizza oggi, a diversi livelli (da quello locale a quello universale) quel ‘camminare insieme’ che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, conformemente alla missione che le è stata affidata; e quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere come Chiesa sinodale?’. È un interrogativo che sta facendo emergere tante esperienze che testimoniano la vitalità dei territori e la bellezza di un ascolto che non è disincanto ma incarnazione della Parola nella storia”.

fonte: camminosinodale.chiesacattolica.it/

don Corrado Lorefice, sacerdoti e fedeli. Accensione lampada del Sinodo

“Camminiamo insieme". Aperta la fase diocesana del Sinodo dei Vescovi

La Chiesa di Palermo procede lungo il cammino sinodale che caratterizzerà i prossimi mesi: con una solenne Celebrazione Eucaristica nella Chiesa Cattedrale presieduta dall’Arcivescovo Mons. Corrado Lorefice, l’itinerario all’interno del quale verranno approfonditi e resi concreti i tre temi (“comunione, partecipazione, missione”) ha preso il via: un cammino che si preannuncia impegnativo ma anche fruttuoso, un cammino durante il quale tutto “il popolo santo di Dio” sarà coinvolto, nessuno escluso: consacrati (i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i Diaconi, i Vescovi, il Papa, i Cardinali) e laici (siano essi impegnati nelle parrocchie e nei movimenti ecclesiali oppure semplici testimoni della propria scelta di fede).

fonte: https://stampa.arcidiocesi.palermo.it/camminiamo-insieme-domenica-17-ottobre-lapertura-della-fase-diocesana-del-sinodo-dei-vescovi/

Cardinale Mario Grech

L’intervento del Card. Grech all’Assemblea pastorale diocesana

Il 24 e il 25 settembre, al teatro don Orione, si è svolta l’Assemblea pastorale

Ai lavori assembleari ha preso parte il Cardinale Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi. Il cardinale, al termine dell’intervento, ha ascoltato e risposto alle domande poste dall’assemblea presente e da quanto sono intervenuti in diretta attraverso i canali social.

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