Il Sinodo di una Chiesa che cammina per coinvolgere tutti, nessuno escluso: l’intervento dell’Arcivescovo e di Don Giuseppe Vagnarelli a TV2000

L’Arcivescovo Mons. Corrado Lorefice e Don Giuseppe Vagnarelli, referente per il Cammino sinodale e Direttore dell’Ufficio Pastorale, ospiti a “In Cammino” su TV2000 con la conduzione di Enrico Selleri. “Prigionieri del passato e delle abitudini di sempre, rischiamo di dimenticare che anche questo tempo è stato riscattato dalla Pasqua di Cristo… e che in esso bisogna discernere i segni del nuovo” (Mons. Corrado Lorefice, Lettera per l’avvio del cammino sinodale della Chiesa di Palermo)
 

Un passaggio della Lettera alla Chiesa di Palermo del nostro Arcivescovo ha aperto la puntata di “In Cammino” condotta da Enrico Selleri su TV2000, una puntata che ha fatto il “punto della strada” che la nostra chiesa sta percorrendo in questo momento. In studio don Giuseppe Vagnarelli, Direttore dell’Ufficio Pastorale e referente per il Sinodo.

«Non dobbiamo avere paura di stare dentro la complessità di questo tempo e dobbiamo coltivare la speranza  – ha sottolineato Mons. Corrado Lorefice – perché se il tempo è complesso e ci chiede di ripensare e rivedere il nostro cammino, tutto questo lo dobbiamo saper affrontare sapendo che la storia stessa è già stata trasfigurata dalla Pasqua di Cristo; le difficoltà quindi non prendono il sopravvento, le complessità non ci impediscono di poter discernere i segni di questa Pasqua che restano dentro la storia umana. Per questo motivo posso dire alla nostra chiesa e a tutte le chiese di non aver paura di poter discernere insieme: il Sinodo ci fa stare insieme per poter capire i segni della presenza del Risorto dentro questa storia».

Enrico Selleri ha quindi chiesto quali sono, in questa fase di emergenza non solo sanitaria, i problemi che maggiormente interpellano la chiesa di Palermo e che sono argomento di discussione in questa fase di cammino sinodale: «Questo Sinodo ci chiede di stare dentro la concretezza della vita e delle nostre comunità – ha proseguito l’Arcivescovo – con attenzione ai gemiti di sofferenza e alle conseguenze sanitarie della pandemia (ma anche quelle sociali ed economiche che aggravano una situazione di pregressa sofferenza del Mezzogiorno del nostro Paese. Proprio per questo il Sinodo ci permetterà di non fare discorsi astratti ma di ascoltare i corpi e le vite della nostra gente, le diverse esperienze, le gioie e i dolori: per questi motivi potremo capire meglio come essere una chiesa prossima, fraterna, in comunione, una chiesa che ha la capacità di assumere la corresponsabilità battesimale e dunque una chiesa in grado di annunciare un Vangelo che arrivi alla vita della gente. Una chiesa missionaria».

Per don Giuseppe Vagnarelli le diverse componenti della chiesa di Palermo sono in effetti già in cammino da diverso tempo: «Insieme all’Arcivescovo, al Consiglio presbiterale e al Consiglio pastorale diocesano l’avvio del cammino sinodale lo si è preparato prima della scorsa estate. Dallo scorso mese di settembre sino alla fine di novembre si è realizzata una fase di sensibilizzazione insieme a un’equipe di tredici persone (oltre a me e a Milena Libutti) che ha pensato come coinvolgere tutte le realtà della nostra chiesa e della nostra società. Ad oggi, così come è possibile vedere all’interno del sito web appositamente dedicato a questo cammino, siamo riusciti a coinvolgere circa 700 facilitatori che animeranno i gruppi sinodali; alcune realtà e alcune parrocchie ancora non hanno “preso il passo”, per questo motivo, ad esempio, continuiamo ad incontrare tutti i parroci e i responsabili delle diverse realtà per dire a tutti che non è mai troppo tardi per cominciare a mettersi in cammino».

fonte: chiesadipalermo.it

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