Intervista di Vatican News al teologo Piero Coda

"Ribadisco che il Sinodo non è un parlamento, non è un’indagine sulle opinioni”, ha affermato Papa Francesco nell’Aula Nuova del Sinodo sabato 9 ottobre, nel suo discorso nel Momento di riflessione che ha preceduto l'apertura del Sinodo 2021-2023, dedicato al tema “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione”. Lo stesso concetto è stato ribadito dal Pontefice l’indomani, domenica 10 ottobre, nell’omelia della Santa Messa che ha aperto il Sinodo sulla Sinodalità. Non deve essere una “convention” ecclesiale, un “convegno di studi” o un “congresso politico”, ha aggiunto Francesco, per sottolineare come si tratti di un evento di grazia, un “processo di guarigione condotto dallo Spirito”. Secondo monsignor Piero Coda, membro della Commissione teologica del Sinodo, e recentemente nominato segretario generale della Commissione teologica internazionale, le parole del Papa chiariscono come insistere sulla sinodalità, sulla partecipazione: “non sia una scelta di democratizzazione” ma “una questione di identità profonda”. Per il teologo, docente all'Istituto Universitario Sophia di Loppiano, quello appena inaugurato in Vaticano è “l'avvenimento ecclesiale più importante dopo il Concilio Vaticano II”. “Per la prima volta in duemila anni di storia della Chiesa - spiega in questa intervista - un Sinodo è chiamato a coinvolgere tutto Popolo di Dio”. 

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