La scuola tra le diverse anime del cammino sinodale della Chiesa di Palermo

Nel solco del cammino sinodale avviato dall’Arcidiocesi di Palermo, ferve l’impegno per il “quarto cantiere” che si è voluto dedicare all’educazione, a seguito del processo di ascolto avviato nel corso del primo anno sinodale.

Per definizione l’educazione è risposta a bisogni, ma nella città di Palermo si registra una grave carenza di attenzione alle molteplici emergenze educative. C’è in gioco un impegno di fedeltà generazionale che ci impone di garantire, alle figlie e ai figli della nostra comunità sociale, una vita buona in un mondo bello.

Come ha ribadito Papa Francesco, “per educare un bambino serve un intero villaggio”, chiamando in causa tutti gli attori della società civile perché si impegnino a realizzare «un’alleanza generatrice di pace, giustizia e accoglienza tra tutti i popoli della famiglia umana, nonché di dialogo tra le religioni» (cfr:  https://www.educationglobalcompact.org/).  Papa Francesco si rivolge al mondo intero. Palermo risponde con la mobilitazione di quanti desiderano contribuire a questa alleanza virtuosa. Il metodo non può che essere nella chiave della “complessità”. La pedagogia della complessità, cui ha dato uno straordinario contributo Edgar Morin, esige uno sguardo aperto e un fare cooperativo. La rete attraverso la quale attivare il “cantiere dell’educazione” non può che connotarsi per impegno sinergico inclusivo e proattivo. Da qui l’azione pastorale diocesana per la promozione di un laboratorio che veda lo sforzo congiunto tra le scuole statali, le scuole cattoliche paritarie e l’associazionismo cattolico, nonché il contributo del terzo settore e delle forze del welfare istituzionale.

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