Assemblea Sinodale Papa - fonte Vatican News

Intervista di Vatican News al teologo Piero Coda

"Ribadisco che il Sinodo non è un parlamento, non è un’indagine sulle opinioni”, ha affermato Papa Francesco nell’Aula Nuova del Sinodo sabato 9 ottobre, nel suo discorso nel Momento di riflessione che ha preceduto l'apertura del Sinodo 2021-2023, dedicato al tema “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione”. Lo stesso concetto è stato ribadito dal Pontefice l’indomani, domenica 10 ottobre, nell’omelia della Santa Messa che ha aperto il Sinodo sulla Sinodalità. Non deve essere una “convention” ecclesiale, un “convegno di studi” o un “congresso politico”, ha aggiunto Francesco, per sottolineare come si tratti di un evento di grazia, un “processo di guarigione condotto dallo Spirito”. Secondo monsignor Piero Coda, membro della Commissione teologica del Sinodo, e recentemente nominato segretario generale della Commissione teologica internazionale, le parole del Papa chiariscono come insistere sulla sinodalità, sulla partecipazione: “non sia una scelta di democratizzazione” ma “una questione di identità profonda”. Per il teologo, docente all'Istituto Universitario Sophia di Loppiano, quello appena inaugurato in Vaticano è “l'avvenimento ecclesiale più importante dopo il Concilio Vaticano II”. “Per la prima volta in duemila anni di storia della Chiesa - spiega in questa intervista - un Sinodo è chiamato a coinvolgere tutto Popolo di Dio”. 

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La Chiesa di Palermo in Assemblea Presinodale diocesana, l’Arcivescovo Corrado: “Una grande opportunità, quella di una Chiesa che ascolta tutti, proprio tutti”

L'assemblea si è riunita venerdì 29 aprile presso il "Centro Gesù liberatore" di via Fondo di Margifaraci

L’Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice ha riunito presso il Centro Gesù Liberatore di via Fondo di Margifaraci l’Assemblea diocesana Presinodale: insieme all’Equipe diocesana del Sinodo è stata l’occasione per fare il punto sul cammino fin qui svolto e per tracciare la nuova fase del cammino della nostra Chiesa locale.

All’Assemblea è stato chiamato a partecipare tutto il popolo di Dio, a partire da quanti hanno ruoli di responsabilità, coordinamento e collaborazione ad ogni livello, così come ogni persona che si è lasciata coinvolgere nel cammino sinodale.

Come spiega Milena Libutti, Referente diocesana per il Sinodo con don Giuseppe Vagnarelli, «nella prima fase del cammino sinodale che si è conclusa il 31 marzo abbiamo interpellato le parrocchie, le realtà religiose, gli uffici e gli organismi della Curia, la Consulta delle aggregazioni laicali, le confraternite e il mondo delle associazioni e dei movimenti, ma sono state ascoltate diverse altre realtà (scuola, sanità, terzo settore, istituti di detenzione, etc..). In questo lavoro è stato fondamentale il ruolo dei “facilitatori” che hanno accompagnato l’ascolto di questa prima fase del cammino sinodale; la cui sintesi verrà presentata domani all’Assemblea. La ricchezza dei contributi che abbiamo ricevuto è veramente importante, c’è un elemento comune che lega tutte le risposte che abbiamo accolto, ed è il diffuso apprezzamento del metodo dell’ascolto della vita delle persone. Metodo proprio di questo cammino sinodale».

«Il punto è proprio questo – dice Don Giuseppe – il cammino sinodale delle Chiese d’Italia riguarda non solo la realtà ecclesiale in senso stretto ma l’intera società: si tratta di ascoltare tutti prima che di voler essere ascoltati. Siamo riusciti ad avere contributi dal mondo del carcere, dalla scuola, dalla pubblica amministrazione (ad esempio, risposte ci sono arrivate da alcuni consigli comunali) e abbiamo ricevuto apprezzamento per come il cammino sinodale si sta rivelando una concreta occasione di incontro e di scambio di esperienze oltre che di suggerimenti per iniziare a guardare insieme ai passi successivi da compiere. Domani vivremo una tappa significativa del cammino condiviso con tutte le Chiese italiane, un cammino lungo che culminerà con il Giubileo del 2025; da domani si apre una nuova fase, in cui saremo chiamati a riflettere sui temi che l’Assemblea dei Vescovi italiani del prossimo mese di maggio ci restituirà».

Per l’Arcivescovo Corrado Lorefice “Dire Sinodo vuol dire tornare alle origini della nostra identità ecclesiale, perché significa che affrontando questo cammino – quello sinodale – ci riappropriamo della bellezza del nostro Battesimo. Stiamo poi vivendo una grande opportunità perché questo Sinodo vuole riscoprire la grande responsabilità di tutti i battezzati nell’annunciare e testimoniare la Chiesa in questo nostro tempo, una Chiesa che sia comunità, all’interno della quale è sempre più vivo il senso di partecipazione in ordine alla missione stessa della Chiesa, quella di condividere il Vangelo con ogni uomo e con ogni donna. Ecco la bellezza di questo cammino, quella di una comunità cristiana che si rimette in ascolto innanzitutto del suo Signore e poi ascolta tutti, ma proprio tutti, anche coloro che non hanno una partecipazione attiva – magari sporadica – alle nostre comunità; anche coloro che, lontani dalla Chiesa seppur battezzati, possono offrire molto in questo momento”.

Fonte: chiesadipalermo.it

La Chiesa di Palermo in Assemblea Presinodale diocesana

Venerdì 29 aprile alle ore 17 presso il "Centro Gesù liberatore" di via Fondo di Margifaraci

L’Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice ha convocato per venerdì 29 aprile alle ore 17.00 presso il Centro Gesù Liberatore di via Fondo di Margifaraci l’Assemblea diocesana Presinodale: con l’Equipe diocesana del Sinodo sarà l’occasione per fare il punto sul cammino fin qui svolto e per tracciare la nuova fase del cammino della nostra Chiesa locale.

All’Assemblea (ci si è iscritti attraverso un modulo offerto sui siti www.camminosinodalepalermo.it e www.chiesadipalermo.it) è stato chiamato a partecipare tutto il popolo di Dio, a partire da quanti hanno ruoli di responsabilità, coordinamento e collaborazione ad ogni livello, così come ogni persona che si è lasciata coinvolgere nel cammino sinodale.

Come spiega Milena Libutti, Referente diocesana per il Sinodo con don Giuseppe Vagnarelli, «nella prima fase del cammino sinodale che si è conclusa il 31 marzo abbiamo interpellato le parrocchie, le realtà religiose, gli uffici e gli organismi della Curia, la Consulta delle aggregazioni laicali, le confraternite e il mondo delle associazioni e dei movimenti, ma sono state ascoltate diverse altre realtà (scuola, sanità, terzo settore, istituti di detenzione, etc..). In questo lavoro è stato fondamentale il ruolo dei “facilitatori” che hanno accompagnato l’ascolto di questa prima fase del cammino sinodale; la cui sintesi verrà presentata domani all’Assemblea. La ricchezza dei contributi che abbiamo ricevuto è veramente importante, c’è un elemento comune che lega tutte le risposte che abbiamo accolto, ed è il diffuso apprezzamento del metodo dell’ascolto della vita delle persone. Metodo proprio di questo cammino sinodale».

«Il punto è proprio questo – dice Don Giuseppe – il cammino sinodale delle Chiese d’Italia riguarda non solo la realtà ecclesiale in senso stretto ma l’intera società: si tratta di ascoltare tutti prima che di voler essere ascoltati. Siamo riusciti ad avere contributi dal mondo del carcere, dalla scuola, dalla pubblica amministrazione (ad esempio, risposte ci sono arrivate da alcuni consigli comunali) e abbiamo ricevuto apprezzamento per come il cammino sinodale si sta rivelando una concreta occasione di incontro e di scambio di esperienze oltre che di suggerimenti per iniziare a guardare insieme ai passi successivi da compiere. Domani vivremo una tappa significativa del cammino condiviso con tutte le Chiese italiane, un cammino lungo che culminerà con il Giubileo del 2025; da domani si apre una nuova fase, in cui saremo chiamati a riflettere sui temi che l’Assemblea dei Vescovi italiani del prossimo mese di maggio ci restituirà».

Fonte: chiesadipalermo.it

 

INSIEME PER LA PACE SUL SAGRATO DELLA CATTEDRALE

Il pianto delle madri ucraine, come quello delle madri russe si eleva a Dio e non può restare inascoltato. In molti Paesi, guerre insensate mettono gli esseri umani l’un contro l’altro. La Chiesa, anche attraverso il cammino sinodale che stiamo facendo, ci invita a riscoprire la bellezza e la ricchezza del dialogo, della diversità, del camminare insieme secondo il progetto di comunione del Creatore, sappiamo che la guerra è una follia, come ci ha ricordato Papa Francesco.

In questi giorni tristi, forse degli occhi ucraini e degli occhi russi si sono guardati smarriti, chiedendosi perché o per chi dovessero farsi del male a vicenda. La pace non ha bandiere. Da cristiani impetriamo il dono della pace, dono di “umanità” autentica, da uomini e donne percorriamo le vie della pace con i fratelli di ogni nazionalità, cultura, religione.

A Palermo, venerdì 4 marzo alle 21.00, sul sagrato della Cattedrale saremo insieme al nostro Arcivescovo, don Corrado Lorefice, per camminare insieme sulla via evangelica e umana della comunione e del dialogo, chiederemo il dono della pace certi che è un cammino che si fa insieme.

Messaggio di mons. Corrado Lorefice - chiesadipalermo.it

Intervista a mons. Corrado Lorefice e Milena Libutti su TeleOne

Ecco l'intervista integrale di Gabriella Ricotta a Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo e Milena Libutti, Referente diocesana per il Sinodo.

Casetta di cartone - consultazioni sinodali bambini

IL SINODO VISTO DAI BAMBINI

C’è chi vorrebbe una chiesa parrocchiale più grande e chi sogna che una Messa più animata,  magari in cui si balla. Ci sono ragazzi che si chiedono perché i preti non possano sposarsi e altri che si interrogano sul sacerdozio delle donne. Sono solo alcune delle risposte fornite da  bambini e ragazzi che frequentano il percorso di catechesi in preparazione alla Prima Comunione e alla Cresima, nell’ambito della consultazione sinodale avviata nella nostra parrocchia. Già, perché, in attesa di dare il via alla consultazione degli adulti, nella nostra comunità il Sinodo è stato tenuto a battesimo proprio dai più giovani. Non una trovata originale, a dire il vero. Ci aveva già pensato Gesù a mettere al centro i piccoli, mentre tutti tendevano ad escluderli. Al tempo di Gesù, infatti, i bambini erano, assieme ad altre categorie, ai margini della società, non riconosciuti come titolari di diritti. Gesù sovverte i valori e le gerarchie e li pone a modello per tutti: “A chi è come è loro appartiene il regno dei cieli” (Mt 19,14), dirà ai discepoli che, figli della cultura del tempo, sgridavano i bambini perché non si avvicinassero al Maestro. Anche altre volte nei Vangeli Gesù parlerà dei piccoli, riferendosi non solo a chi piccolo lo è dal punto di vista anagrafico, ma a quanti sanno accogliere il Regno di Dio con la semplicità e la gratitudine meravigliata dei bambini. Anche noi, quindi, sulle orme del nostro Signore, abbiamo voluto mettere al centro i più piccoli. E loro hanno saputo ancora una volta dare prova della loro preziosa genuinità. A tutti, durante gli incontri di catechesi, sono state somministrate delle schede contenenti tre domande che avevano lo scopo di capire come vedono la Chiesa e come la vorrebbero. Concetti che hanno anche rappresentato graficamente con un disegno.
“La Chiesa è fatta da persone. Chi sono?”. Le risposte alla prima domanda sono state varie. In qualche caso la Chiesa è stata indentificata con Gesù e Maria, altre volte con il Papa, altre volte ancora è stata ristretta alla propria cerchia familiare, oppure ai soli bambini. In molti casi la Chiesa è stata riconosciuta nei sacerdoti, nei lettori e in tutti gli “attori” della celebrazione eucaristica (lettori, coro, ministranti, etc…), oltreché nei catechisti. Per qualcun altro, poi, la Chiesa è composta da tutti i battezzati.
“Che non mi piace o che cosa non capisco della Chiesa?”. Nel rispondere a questa domanda molti bambini e ragazzi si sono concentrati ora sulla Messa, ora sull’edificio, individuando aspetti della liturgia o parti della chiesa non in linea con i loro gusti. Qualcuno ha detto di annoiarsi per le celebrazioni troppo lunghe o per le preghiere giudicate noiose. C’è poi chi non comprende il motivo per cui ci si deve alzare in piedi durante la Messa, perché ci sono dei momenti di silenzio e chi stenta a capire le letture. I dubbi non hanno risparmiato neppure i paramenti liturgici. Perché, ad esempio, il prete quando c’è la Messa cambia sempre il colore del vestito? Le perplessità hanno toccato anche le annose questioni legate al celibato dei sacerdoti e del sacerdozio femminile. Temi assai controversi, questi, destinati ad animare anche il confronto tra i “grandi”. Non sono mancate, come detto, le obiezioni alla parte strutturale della chiesa. Le perplessità dei piccoli hanno toccato ora le sedie  (“scomode”), ora le colonne (“non si vede niente”), quindi le luci e perfino i fiori (“sono allergico”). E poi, perché le candele si accendono con i soldi? Alcuni bambini non hanno mancato di tirare le orecchie ai grandi sul comportamento che tengono durante le celebrazioni: il rumore dei telefonini in chiesa è insopportabile. Impossibile dare loro torto.
Merita una menzione speciale, infine, il bambino che non comprende cosa siano le casette presenti in chiesa. Di cosa si tratta? Ma del confessionale, ovviamente! 
“Come vorrei che fosse la Chiesa? Che cosa cambierei?”. Alcune risposte hanno riguardato la liturgia. Alcuni, ad esempio, vorrebbero che l’omelia fosse più breve, altri che si ballasse durante i canti e altri ancora vorrebbero mangiare al termine della Messa. In generale è emerso il desiderio di celebrazioni più gioiose e divertenti, a misura di bambino.
Anche le aule del catechismo sono state prese in considerazione. Qualcuno vorrebbe averla al piano terra, in modo da evitare le scale, altri vorrebbe svolgere delle attività e fare delle recite. Le risposte più suggestive e fantasiose hanno interessato la parte strutturale della chiesa. Alcuni hanno chiesto un edificio più grande, più luminoso, più colorato, con più verde esterno e “a forma di Gesù”. C’è anche, però, chi ha sognato un’architettura da favola: una chiesa di cioccolato e zucchero filato, piena di dolci e con un grande arcobaleno. E, se sogno deve essere, non si può non pensare a una chiesa con un parco giochi al suo interno.
Ad onor del vero vi è stato anche chi ha detto di non volere cambiare nulla, di comprendere tutto, di amare
la Chiesa come la conosciamo, “perché così l’ha voluta Dio”. Una cosa, però, sognano questi ragazzi: che a
Messa sia presente tutto il Popolo di Dio; che il tempo trascorso in Chiesa possa rendere le persone più contente, capaci di aiutarsi vicendevolmente e di volersi bene. Il sogno dei piccoli, del resto, non è lo stesso sogno di Dio? È proprio vero, allora, quanto ha detto Gesù: a chi è come loro appartiene il regno dei cieli. 


Luca Insalaco
(Con la preziosa collaborazione dei catechisti e degli educatori ACR della parrocchia Spirito Santo - Palermo)

fonte: Il sicomoro

 

 

Intervista a mons. Corrado Lorefice e Milena Libutti per l'emittente televisiva TeleOne

Mercoledì 9 febbraio alle 20.40 sul 19 TeleOne, appuntamento con 19live Plus, tema della puntata: "Chiesa: entra nel vivo il Sinodo voluto da Papa Francesco". Interverranno Corrado Lorefice Arcivescovo di Palermo e Milena Libutti referente diocesana per il Sinodo della Diocesi di Palermo. Conduce in studio GabriellaRicotta. Sarà possibile seguire la puntata anche in streaming su Teleone.it, sull'App teleone e questa pagina Facebook

Per dare la possibilità a più persone di seguire l'intervento del nostro Arcivescovo e di Milena Libutti sul Sinodo, teleone ha deciso di anticipare la messa in onda  e di programmare diverse repliche anche nelle fasce di maggiore ascolto del Sabato e della Domenica.

Di seguito le date e gli orari
Sabato 5.2.21: alle 11.45 - 16.00 - 00.30
Domenica 6.2.21: alle 8.30 - 11.45 - 16.00 - 00.30. Rimane comunque confermata anche per Mercoledì 9 ore 20,40. 

 

Il Sinodo di una Chiesa che cammina per coinvolgere tutti, nessuno escluso: l’intervento dell’Arcivescovo e di Don Giuseppe Vagnarelli a TV2000

L’Arcivescovo Mons. Corrado Lorefice e Don Giuseppe Vagnarelli, referente per il Cammino sinodale e Direttore dell’Ufficio Pastorale, ospiti a “In Cammino” su TV2000 con la conduzione di Enrico Selleri. “Prigionieri del passato e delle abitudini di sempre, rischiamo di dimenticare che anche questo tempo è stato riscattato dalla Pasqua di Cristo… e che in esso bisogna discernere i segni del nuovo” (Mons. Corrado Lorefice, Lettera per l’avvio del cammino sinodale della Chiesa di Palermo)
 

Un passaggio della Lettera alla Chiesa di Palermo del nostro Arcivescovo ha aperto la puntata di “In Cammino” condotta da Enrico Selleri su TV2000, una puntata che ha fatto il “punto della strada” che la nostra chiesa sta percorrendo in questo momento. In studio don Giuseppe Vagnarelli, Direttore dell’Ufficio Pastorale e referente per il Sinodo.

«Non dobbiamo avere paura di stare dentro la complessità di questo tempo e dobbiamo coltivare la speranza  – ha sottolineato Mons. Corrado Lorefice – perché se il tempo è complesso e ci chiede di ripensare e rivedere il nostro cammino, tutto questo lo dobbiamo saper affrontare sapendo che la storia stessa è già stata trasfigurata dalla Pasqua di Cristo; le difficoltà quindi non prendono il sopravvento, le complessità non ci impediscono di poter discernere i segni di questa Pasqua che restano dentro la storia umana. Per questo motivo posso dire alla nostra chiesa e a tutte le chiese di non aver paura di poter discernere insieme: il Sinodo ci fa stare insieme per poter capire i segni della presenza del Risorto dentro questa storia».

Enrico Selleri ha quindi chiesto quali sono, in questa fase di emergenza non solo sanitaria, i problemi che maggiormente interpellano la chiesa di Palermo e che sono argomento di discussione in questa fase di cammino sinodale: «Questo Sinodo ci chiede di stare dentro la concretezza della vita e delle nostre comunità – ha proseguito l’Arcivescovo – con attenzione ai gemiti di sofferenza e alle conseguenze sanitarie della pandemia (ma anche quelle sociali ed economiche che aggravano una situazione di pregressa sofferenza del Mezzogiorno del nostro Paese. Proprio per questo il Sinodo ci permetterà di non fare discorsi astratti ma di ascoltare i corpi e le vite della nostra gente, le diverse esperienze, le gioie e i dolori: per questi motivi potremo capire meglio come essere una chiesa prossima, fraterna, in comunione, una chiesa che ha la capacità di assumere la corresponsabilità battesimale e dunque una chiesa in grado di annunciare un Vangelo che arrivi alla vita della gente. Una chiesa missionaria».

Per don Giuseppe Vagnarelli le diverse componenti della chiesa di Palermo sono in effetti già in cammino da diverso tempo: «Insieme all’Arcivescovo, al Consiglio presbiterale e al Consiglio pastorale diocesano l’avvio del cammino sinodale lo si è preparato prima della scorsa estate. Dallo scorso mese di settembre sino alla fine di novembre si è realizzata una fase di sensibilizzazione insieme a un’equipe di tredici persone (oltre a me e a Milena Libutti) che ha pensato come coinvolgere tutte le realtà della nostra chiesa e della nostra società. Ad oggi, così come è possibile vedere all’interno del sito web appositamente dedicato a questo cammino, siamo riusciti a coinvolgere circa 700 facilitatori che animeranno i gruppi sinodali; alcune realtà e alcune parrocchie ancora non hanno “preso il passo”, per questo motivo, ad esempio, continuiamo ad incontrare tutti i parroci e i responsabili delle diverse realtà per dire a tutti che non è mai troppo tardi per cominciare a mettersi in cammino».

fonte: chiesadipalermo.it

Qui puoi rivedere la trasmissione ☟

sacerdoti sesto vicariato Palermo

Incontro dei sacerdoti del Sesto Vicariato -1 febbraio 2022

Oggi i sacerdoti del Sesto Vicariato si sono incontrati a Ventimiglia di Sicilia per una mattinata all'insegna della riflessione sul cammino sinodale diocesano. È stato invitato p. Riccardo Garzari, membro dell'equipe sinodale e referente per il sesto vicariato.
L'incontro svoltosi in stile sinodale, è stato diviso nelle due parti che sono suggerite come metodologia: una prima parte dedicata al mettersi in preghiera di fronte al Signore per ascoltare Lui, e una seconda parte per ascoltarsi l'un l'altro, sapendo che il Signore è presente dove o tre sono riuniti nel Suo nome.
Dopo una introduzione del vicario don Lillo D'Ugo, parroco di Belmonte Mezzagno, tutti insieme si è pregata l'Ora Terza, guidata da don Matteo Ingrassia, parroco di Marineo, e con l'accompagnamento all'organo di don Mario Cassata, parroco storico di Lercara Friddi.
Di seguito una meditazione di p Riccardo sul tema "Sacerdoti in cammino, in cammino con Cristo". Al termine, esposizione del Santissimo Sacramento, breve adorazione eucaristica e benedizione ai presenti da parte del parroco di Ventimiglia, don Gaetano Pravatà.
La seconda parte dell'incontro è stato uno scambio di visioni e di delucidazioni sulle parti pratiche e operative del cammino sinodale nelle parrocchie. È stato un bello scambio di idee, dove quasi tutti hanno potuto dire la loro, ma soprattutto dove tutti hanno fatto esercizio di ascoltare ogni punto di vista accettando pure le inevitabili divergenze. Presenti 16 sacerdoti.
Il tutto è finito, per chi ha potuto fermarsi, in un bel pranzo insieme, segno di cordialità e convivialità sacerdotale (nella foto chi si è fermato a pranzo).

Camminare insieme alla luce della Parola di Dio

L’associazione Istituzione Teresiana ha programmato nella sede di Palermo un cammino mensile di lettura della Parola, per vivere insieme il Sinodo, guidato da Padre Sergio Catalano O.P., che illumini in profondità il senso della sinodalità. 
 
Lo Spirito di Dio che illumina e vivifica questo “camminare insieme” delle Chiese è lo stesso che opera nella missione di Gesù, promesso agli Apostoli e alle generazioni dei discepoli che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica.
È lo Spirito che guida i credenti «a tutta la verità» (Gv 16,13). Per la sua opera, «la Tradizione che viene dagli Apostoli progredisce nella Chiesa», perché tutto il Popolo santo di Dio cresce nella comprensione e nell’esperienza «tanto delle cose quanto delle parole trasmesse, sia con la contemplazione e lo studio dei credenti che le meditano in cuor loro (cfr. Lc 2,19 e 51), sia con la intelligenza data da una più profonda
esperienza delle cose spirituali, sia per la predicazione di coloro i quali con la successione episcopale hanno ricevuto un carisma sicuro di verità» (DV, n. 8).
Nel primo millennio, “camminare insieme”, è stato il modo di procedere abituale della Chiesa compresa
come «Popolo radunato dall’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». Anche nel secondo millennio, quando la Chiesa ha maggiormente sottolineato la funzione gerarchica, non è venuto meno questo modo di procedere: infatti, quando si è trattato di definire delle verità dogmatiche i papi hanno voluto consultare i Vescovi per conoscere la fede di tutta la Chiesa, facendo ricorso all’autorità del sensus fidei di tutto il Popolo di Dio, che è «infallibile “in credendo”» (EG, n. 119). A questo dinamismo della Tradizione si è
ancorato il Concilio Vaticano II. Esso mette in rilievo che «è piaciuto a Dio di santificare e salvare gli uomini non separatamente e senza alcun legame tra di loro, ma ha voluto costituirli in un popolo che lo riconoscesse nella verità e lo servisse nella santità» (LG, n. 9). Il Concilio ha sottolineato come, in virtù dell’unzione dello Spirito Santo ricevuta nel Battesimo, la totalità dei Fedeli «non può sbagliarsi nel credere, e manifesta questa sua proprietà peculiare mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il Popolo, quando “dai Vescovi fino agli ultimi Fedeli laici”, esprime l'universale suo consenso in materia di fede e di morale» (LG, n. 12). L’esperienza sinodale del camminare insieme, alla sequela del Signore e nell’obbedienza allo Spirito, riceve una ispirazione decisiva dalla meditazione della Rivelazione. In questo orizzonte si collocano i nostri incontri mensili:
 
12 gennaio ore 19.00
09 febbraio ore 19.00
09 marzo ore 19.00
20 aprile ore 19.00
11 maggio ore 19.00
 

Su tuttavia.eu si parla di cammino sinodale con Vincenzo Ceruso

Il cammino sinodale è un'occasione per saggiare a che punto sta il cammino della Chiesa italiana? Come si confronta questo cammino con i rischi di intellettualismo o di formalismo che le nostre comunità possono correre? Perché è importante che tutto il popolo di Dio dia il proprio contributo? 

Queste e altre le domande poste da Rocco Gumina a Vincenzo Ceruso. Clicca qui per leggere l'intervista.

Anteprima Milena Libutti TV2000

IL SITO RACCONTATO A TV 2000

Dal 12 ottobre TV2000 offre un “appuntamento quotidiano col sinodo”. Dal martedì al venerdì, alle 19.30 Enrico Selleri racconta i percorsi sinodali della Chiesa italiana, attraverso la vita delle sue realtà diocesane, parrocchiali, come di movimenti, associazioni, istituti di vita consacrata...

Nella puntata del 14 gennaio, Milena, in brevissimo tempo, ha presentato il sito camminosinodaplermo.it come strumento di formazione e informazione a supporto del cammino diocesano della nostra Arcidiocesi.

Clicca qui per vedere il video.

 

Prende il via il Cammino Sinodale anche per l’Azione Cattolica di Palermo.

Lo scorso 7 gennaio dalle 15.30 alle 18.30 si è svolta la formazione dei Facilitatori per il Sinodo a cura dell’Equipe diocesana del sinodo. Per ragioni di capienza dello spazio virtuale non tutti siamo riusciti ad accedere ed allora abbiamo pensato di recuperare questo momento così importante con un incontro che ci permettesse comunque di riprendere i contenuti e i materiali presentati e messi a disposizione dei facilitatori sul sito diocesano www.camminosinodalepalermo.it.

Tale incontro si è svolto, sempre in modalità online, domenica 9 gennaio dalle 19 alle 20.30 grazie alla disponibilità di Milena Libutti, Referente diocesana del sinodo, e di Antonella Tirrito, membro dell’equipe diocesana, con la partecipazione di quasi tutti i facilitatori segnalati dall’Azione Cattolica della nostra diocesi.

L’incontro è iniziato con la preghiera dell’Adsumus e dopo i saluti è stata data la parola a Milena che con molta competenza e semplicità ha presentato il significato del Sinodo, e le peculiarità di questo sinodo in particolare e le diverse tappe che lo costituiranno. È stata sottolineata l’importanza del compiere INSIEME il cammino sinodale e l’importanza di dare spazio all’ASCOLTO dell’altro e dello Spirito Santo.

Nel corso dell’incontro abbiamo potuto guardare gli strumenti e i documenti a disposizione dei Facilitatori: il Documento preparatorio, il Vademecum sulla sinodalità e le Schede per la consultazione che in filigrana accompagneranno tutte le fasi della consultazione e tutti i gruppi sinodali. E’ stata presentata la figura del facilitatore, le metodologie della consultazione e ci è stato presentato il sito del Sinodo della nostra diocesi che è pensato come uno strumento in cui reperire materiali e trovare momenti di scambio con le realtà della diocesi sul percorso sinodale.

C’è stato il tempo anche per un dibattito e l’incontro si è concluso con la messa in luce degli ambiti della vita associativa a cui i 16 facilitatori segnalati dall’Azione Cattolica saranno destinati. Ci occuperemo di costituire i gruppi sinodali a partire dai nostri soci e simpatizzanti, adulti, giovani e ragazzi, gruppi parrocchiali e interparrocchiali, si attiveranno gruppi sinodali nelle realtà che vedono la nostra AC diocesana impegnata sul territorio cercando di raggiungere quante più persone sarà possibile.

Abbiamo affidato il nostro servizio alla beata vergine Maria, affinché ci sostenga in questo cammino che si presenta impegnativo ma allo stesso tempo entusiasmante con il desiderio di fare del bene alle persone che incontreremo e a noi stessi.

Giuseppe Bellanti

Presidente diocesano Azione Cattolica

 

INCONTRO DEI FACILITATORI: IL CAMMINO SINODALE PROSEGUE

Venerdì 7 gennaio si è tenuto il primo appuntamento di formazione dei facilitatori, cioè di quanti avranno il compito di coordinare gli incontri sinodali che si terranno nella nostra Diocesi. È stata un’altra importante tappa del percorso sinodale diocesano, iniziato ufficialmente il 17 ottobre 2021 con la liturgia in Cattedrale.

I lavori sono stati preceduti da un intervento del nostro arcivescovo, don Corrado Lorefice, che ci ha ricordato come il sinodo sia essenzialmente “una strada da percorrere insieme”. Alcuni membri dell’Equipe sinodale hanno successivamente illustrato il compito dialogico a cui sono chiamati i facilitatori e i materiali che sono stati predisposti per aiutare ciascuno nel proprio compito. Inoltre, è stato presentato il sito in cui, tra l’altro, sarà possibile avere accesso agli attrezzi di lavoro (testi, immagini, video, riferimenti al Magistero, ecc…) messi a disposizione di ogni facilitatore.  All’incontro hanno partecipato centinaia di persone indicate dai parroci, oltre a rappresentanti delle associazioni, delle comunità e dei movimenti religiosi. A causa dell’aumento dei contagi da Covid 19, è stato scelto di convocare tutti in modalità a distanza e molti non hanno potuto partecipare per un problema di capienza dello spazio virtuale, ma potranno recuperare attraverso i video caricati sul sito. E’ stato bello rendersi conto che i tanti che non sono riusciti ad accedere sono riusciti ad organizzare dirette facebook e chiamate su meet per condividere schermi e moltiplicare le presenze all’incontro. Al di là dei problemi tecnici che possono presentarsi in questo tempo difficile, i facilitatori individuati dalle comunità hanno dimostrato un grande entusiasmo nell’avvio del cammino sinodale, che si è manifestato non solo nella partecipazione all’intero pomeriggio di lavori, ma anche nelle domande puntuali che sono state proposte in chat. I tanti dubbi che sono stati espressi su come si dovranno svolgere gli incontri sinodali verranno chiariti strada facendo, con il sostegno di tutta l’Equipe diocesana (presto apparirà sul sito una sezione FAQ, per rispondere alle domande poste da ciascuno). Soprattutto, ogni domanda troverà risposta attraverso la concretezza del cammino, la cui realizzazione non dipenderà tanto dall’efficienza dell’organizzazione, quanto dal prevalere della profezia sulle abitudini, dalla fedeltà alla Parola contro ogni autoreferenzialità e dalla libertà che lasceremo allo Spirito rispetto ai nostri schemi precostituiti.

Continuiamo a camminare insieme come Popolo di Dio.

Buon proseguimento del cammino sinodale a tutti ed a ciascuno in particolare! 

 

Parrocchia Maria SS del Perpetuo Soccorso - Assemblea Parrocchiale

Continuano gli appuntamenti che stanno scandendo il cammino sinodale sul territorio dell'Arcidiocesi di Palermo.  Giovedì 13 gennaio alle ore 21, presso la Parrocchia Maria SS. del Perpetuo Soccorso,, si svolgerà l'Assemblea pastorale parrocchiale; a relazionare sarà il prof. Giuseppe Savagnone.

Locandina: assemblea pastorale parrocchiale

Persone - Associazioni per iniziative di beneficienza

Associazioni insieme nel servizio concreto

PER SANTA LUCIA L’IMPEGNO E LA SOLIDARIETÀ “SI VEDONO”

Si è costituita nei mesi scorsi una rete di associazioni, con il fine di realizzare un percorso comune a supporto delle famiglie dello Zen e composta dai seguenti soggetti: Associazione Lievito Onlus, Associazione Medici Cattolici, Associazione mutilati ed invalidi civili, A.V.U.L.S.S, Banco Farmaceutico, Banco Alimentare, Erripa Achille Grandi, Gruppi di Volontariato Vincenziano, Laboratorio ZEN Insieme. Tutte queste realtà sono sostenute dal CeSVoP, dalla Consulta diocesana delle aggregazioni laicali, dall’Ufficio diocesano di Pastorale della Salute, dall’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro e dalla parrocchia di San Filippo Neri.

Dopo aver fatto avere, nei mesi scorsi, viveri di prima necessità e materiale sanitario, negli ultimi giorni, quelli che hanno preceduto la festività di Santa Lucia, grazie all’ottica Focus di Via Sciuti, è stato – ed è ancora – possibile donare occhiali e lenti da vista per i bambini di alcune famiglie, a seguito delle visite realizzate da medici oculisti volontari. Si conclude quindi una prima fase di azione solidale a supporto del territorio, grazie al coinvolgimento di realtà diverse, tutte impegnate nel servizio al bene comune.

fonte: stampa.arcidiocesi.palermo.it

Consigli pastorali in cammino insieme - VI zona del III Vicariato

Lettera IV zona pastorale - III Vicariato Palermo - Sinodo

Sussidio per l'Adorazione eucaristica scaricabile Download 

don orione Palermo

Incontro di formazione sul Sinodo - parrocchia Madonna della Provvidenza

Incontro di formazione sul Sinodo per la II zona pastorale del sesto vicariato presso la parrocchia Madonna della Provvidenza a cura di Pietro Piro 

Parrocchia Sant'Antonino - Stazione - Palermo - interni

29 novembre 2021 - Incontro assembleare nella Parrocchia Sant'Antonino - Palermo

“La fraternità parrocchiale celebra il Sinodo. Relazioni, dinamiche e nuove esigenze di una parrocchia francescana nel cuore di Palermo”.

Incontro di formazione sul Sinodo presso la Parrocchia S. Antonio di Padova (detta s. Antonino) di Palermo a cura di don Vito Impellizzeri

Locandina incontro sul sinodo parrocchia sant'antonino

DALLA CEI “I CANTIERI DI BETANIA”

La CEI, da pochi giorni, ha pubblicato il documento “I cantieri di Betania”, col quale offre, alle chiese locali, le prospettive per proseguire il cammino sinodale in questo secondo anno. Il testo parte da quanto è emerso dalla consultazione del Popolo di Dio. Il documento propone l’immagine del “cantiere”, calandolo in tre diversi contesti: “la strada e il villaggio”, “l’ospitalità e la casa”, “le diaconie e la formazione spirituale”; un quarto spazio di lavoro è lasciato ad una specificità emersa nella prima fase di ascolto in ogni diocesi.

Quella del cantiere è un’immagine che indica la necessità di un lavoro che duri nel tempo, che non si limiti all’organizzazione di eventi, ma punti alla realizzazione di percorsi di ascolto ed esperienze di sinodalità vissuta, la cui rilettura sia punto di partenza per la successiva fase sapienziale. (I cantieri di Betania, 5)

Una occasione da non sprecare, questo nuovo step, per raggiungere e lasciarsi raggiungere da quanti non sono stati ancora coinvolti nel cammino sinodale.

La condivisione di “buone pratiche” attraverso gli strumenti di comunicazione disponibili, a partire dal sito della CEI dedicato, può aiutare l’edificazione vicendevole delle varie realtà locali. Alla fine del testo, con uno sguardo al Congresso Eucaristico Nazionale di Matera del settembre p.v., troviamo l’invito a ricomprendere sempre più profondamente la celebrazione eucaristica come vero paradigma della sinodalità.

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Il contributo delle persone con disabilità al Sinodo sulla sinodalità

La Chiesa è la vostra casa

19 maggio 2022

Si è svolta ieri pomeriggio una sessione di ascolto online, di circa due ore, sul tema “La Chiesa è la vostra casa. Il contributo delle persone con disabilità al Sinodo sulla sinodalità” promossa dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita in collaborazione con la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.

La sessione, alla quale hanno partecipato rappresentanti di conferenze episcopali ed associazioni internazionali, aveva l'obiettivo di "dare voce" direttamente alle persone con disabilità, fedeli spesso al margine delle nostre Chiese. Benché molte di esse siano state già coinvolte negli incontri promossi da parrocchie, diocesi ed associazioni, la riunione è stata di fatto il lancio di un vero e proprio processo sinodale internazionale a loro dedicato.

In una dinamica di dialogo, i circa 30 partecipanti con disabilità sensoriali, fisiche o cognitive - collegati da più di 20 paesi del mondo - hanno potuto esprimersi nelle loro lingue (tra le quali tre lingue dei segni) in vista della redazione comune di un documento per rispondere alla domanda fondamentale del Sinodo: Come stiamo camminando con Gesù e con i fratelli per annunciarlo? Per il domani, che cosa lo Spirito sta chiedendo alla nostra Chiesa per crescere nel cammino con Gesù e con i fratelli per annunciarlo?

Quattro commoventi testimonianze dalla Liberia, dall’Ucraina, dalla Francia e dal Messico hanno attirato l’attenzione sulla necessità di superare discriminazione, esclusione, paternalismo. Molto toccanti le parole di una catechista francese con sindrome di Down: “Alla nascita, avrei potuto essere abortita. Sono felice di vivere”, ha raccontato, “Amo tutti e ringrazio Dio di avermi creata”. Consacrata, ha ricevuto dal suo vescovo un doppio mandato: la preghiera e l’evangelizzazione.  

In apertura, il Card. Mario Grech, Segretario Generale della Segreteria del Sinodo dei Vescovi, ha condiviso la sua personale esperienza: “Ho un debito verso le persone con disabilità. È stata una di esse che mi ha messo sul cammino della vocazione sacerdotale. Se viene scartato il volto del fratello o della sorella disabile, è la Chiesa che diventa disabile”.

Il Segretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, P. Alexandre Awi Mello, ha detto ai partecipanti che nel processo sinodale la sfida è quella di “superare ogni pregiudizio di chi ritiene che chi ha delle difficoltà ad esprimersi non abbia un pensiero proprio, né nulla di interessante da comunicare”.

In chiusura, Sr. Nathalie Becquart, Sottosegretario della Segreteria del Sinodo dei Vescovi, ha proposto ai partecipanti di osservare un momento di silenzio, per “sentire - ha detto - come lo Spirito Santo ha parlato ad ognuno”. Ci sono tesori di umanità che sono stati condivisi e sono offerti alla Chiesa.

I partecipanti sono stati invitati ad elaborare nei prossimi mesi un documento comune a partire dalle loro esperienze e dalla conoscenza del mondo della disabilità che hanno maturato in prima persona e attraverso il loro impegno pastorale. Il documento sarà poi consegnato alla Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi perché ne tenga conto nel prosieguo del cammino sinodale.

L’incontro si inserisce in un percorso avviato nel dicembre 2021 dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita con la campagna video #IamChurch, sul protagonismo ecclesiale delle persone con disabilità e vuole essere una risposta all’appello del Papa in Fratelli Tutti (n.98) allorché invita le comunità a "dare voce" a quegli «“esiliati occulti” …che sentono di esistere senza appartenere e senza partecipare». L’obbiettivo – continua il Santo Padre – non è solo l'assistenza, ma la «partecipazione attiva alla comunità civile ed ecclesiale.”

Il processo si concluderà nei prossimi mesi con un incontro in presenza a Roma.

Fonte: synod.va

 

A Roma il secondo incontro dei referenti diocesani.

Nuovo appuntamento per i referenti diocesani del Cammino sinodale che, a distanza di due mesi, si ritrovano a Roma per il loro secondo incontro nazionale. Si è aperta ieri sera, 13 maggio, la riunione alla quale partecipano 242 referenti (laici, presbiteri e diaconi, consacrate e consacrati) e 12 Vescovi delegati dalle Conferenze Episcopali Regionali.
L’incontro rappresenta un momento di condivisione delle istanze messe in luce dalle sintesi diocesane, che hanno raccolto le esperienze, le idee e le attese emerse durante la prima fase di ascolto portata avanti sui territori.
“Nonostante la pandemia abbia rallentato, almeno nei mesi invernali, il percorso avviato in autunno, abbiamo ‘scaldato i motori’ e le nostre diocesi hanno vissuto il percorso con crescente entusiasmo; ne fanno fede i circa cinquantamila incontri sinodali, confluiti nelle duecento sintesi diocesane”, sottolinea Mons. Erio Castellucci, arcivescovo abate di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, vicepresidente CEI e membro del Gruppo di coordinamento nazionale del Cammino sinodale. “È presto – aggiunge – per dire quali saranno le traiettorie sulle quali si concentrerà il secondo anno del Cammino italiano. Alcune convergenze si sono delineate: si potrebbe dire che il magistero di Papa Francesco, con le sue sottolineature della gioia, dell’ascolto, della leggerezza, delle periferie e della bellezza, risuona in tutti i contributi, sotto forma di esperienze narrate, proposte e critiche”.
La riflessione che chiude il primo anno del percorso sinodale e avvia, a partire da settembre, il secondo che completa la “fase narrativa”, proseguirà durante l’Assemblea Generale della CEI, in programma dal 23 al 27 maggio. Il Cammino sinodale sarà infatti uno dei temi all’ordine del giorno dell’Assemblea, alla quale prenderanno parte anche due delegati individuati dalle Conferenze episcopali regionali e chiamati a portare il loro contributo al confronto. “In questo modo è la rappresentanza dell’intero popolo di Dio, nelle sue componenti, a leggere quanto lo Spirito sta dicendo alle nostre Chiese”, rileva Mons. Castellucci ricordando che “a fine maggio verranno riconsegnate ai territori, per un ulteriore discernimento, le proposte su cui avviare il secondo anno di ascolto capillare”. Queste saranno consegnate ufficialmente alle Chiese locali in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale (Matera, 22-25 settembre).

Fonte: camminosinodale.chiesacattolica.it

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Pensare la Chiesa sinodale

Incontro delle Commissioni della Segreteria Generale del Sinodo

Roma, Casa La Salle, 25-29 aprile 2022

Allorché, in diverse parti del mondo, le sessioni di ascolto del Popolo di Dio volgono a termine e che le varie istanze ecclesiali si avviano a tirare le fila del loro discernimento comunitario, i membri (circa 60) delle quattro commissioni (Teologica, Spiritualità, Metodologica, Comunicazione) della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi si sono incontrati a Roma per approfondire alcuni aspetti del documento di riferimento del cammino sinodale: la Costituzione Apostolica del 2018, Episcopalis Communio.

“Vi chiedo di armonizzare Episcopalis Communio con il processo sinodale che è iniziato. Non di armonizzare il processo in corso con la Costituzione Apostolica. Dobbiamo aver il coraggio di immaginare, di seguire lo Spirito che guida la Chiesa nella riscoperta della sua dimensione sinodale”, ha detto il Cardinale Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, aprendo l’incontro.

Nei cinque giorni di lavori, i partecipanti hanno così discusso alcuni punti nodali emersi durante il cammino finora svolto: il sensus fidei fidelium, ossia il contributo della fede del Popolo di Dio al magistero ecclesiale; quello della collegialità episcopale, del primato pietrino in relazione alla sinodalità ecclesiale; la relazione tra discernimento e consenso ecclesiale; o ancora la natura consultativa o deliberativa delle assise sinodali.
Particolare attenzione è stata data inoltre alla dimensione missionaria della Chiesa e alle sue strutture sinodali.

I lavori, svolti in un clima di fraternità e condivisione, sono stati scanditi da momenti di preghiera, sessioni plenarie e lavori di gruppo.

Il contenuto delle varie sessioni di lavoro verrà pubblicato a tempo debito per condividere con l’insieme della Chiesa le riflessioni svolte.

Fonte: synod.va

Lettera ai sacerdoti

Il segretario generale del Sinodo dei Vescovi e il prefetto della Congregazione per il Clero scrivono a tutti i preti del mondo, sollecitandoli a proseguire senza timori nel cammino di ascolto del Popolo di Dio, radicati nella Parola e superando il rischio di autoreferenzialità, immobilismo, intellettualismo.

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Lettera rivolta ai sacerdoti dal Card. Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi e dall'Arcivescovo-Vescovo emerito di Daejeon Lazzaro You Heung Sik, Prefetto per la Congregazione per il Clero

Cari Sacerdoti,

Eccoci, due fratelli vostri, sacerdoti anche noi! Possiamo chiedervi un attimo di tempo?

Vorremmo parlarvi di un argomento che ci tocca tutti.

«La Chiesa di Dio è convocata in Sinodo». Inizia con queste parole il Documento Preparatorio del Sinodo 2021-2023. Per due anni l’intero Popolo di Dio è invitato a riflettere sul tema Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione. Si tratta di una novità che può suscitare entusiasmo e anche perplessità.

Eppure «nel primo millennio, “camminare insieme”, cioè praticare la sinodalità, è stato il modo di procedere abituale della Chiesa». Il Concilio Vaticano II ha rimesso in luce questa dimensione della vita ecclesiale, tanto importante che san Giovanni Crisostomo ha potuto affermare: «Chiesa e Sinodo sono sinonimi» (Explicatio in Psalmum 149)

Si sa che il mondo di oggi ha urgente bisogno di fraternità. Senza rendersene conto, anela a incontrare Gesù. Ma come far sì che questo incontro avvenga? Abbiamo bisogno di metterci in ascolto dello Spirito insieme a tutto il Popolo di Dio, così da rinnovare la nostra fede e trovare vie e linguaggi nuovi per condividere il Vangelo con i nostri fratelli e le nostre sorelle. Il processo sinodale che Papa Francesco ci propone ha proprio questo obiettivo: metterci in cammino, insieme, nell’ascolto reciproco, nella condivisione di idee e progetti, per far vedere il vero volto della Chiesa: una “casa” ospitale, dalle porte aperte, abitata dal Signore e animata da rapporti fraterni.

Perché non si cada nei rischi evidenziati da Papa Francesco – cioè il formalismo che riduce il Sinodo ad uno slogan vuoto, l’intellettualismo, che fa del Sinodo una riflessione teorica sui problemi e l’immobilismo, che ci inchioda alla sicurezza delle nostre abitudini perché nulla cambi – è importante aprire il cuore e metterci in ascolto di ciò che lo Spirito suggerisce alle Chiese (cf. Ap 2,7).

Evidentemente, davanti a questo cammino, ci possono assalire dei timori.

Innanzi tutto, ci rendiamo ben conto che i sacerdoti in molte parti del mondo stanno già portando un grande carico pastorale. E adesso – può sembrare –  si aggiunge un’ulteriore cosa “da fare”. Più che invitarvi a moltiplicare le attività, vorremmo incoraggiarvi a guardare le vostre comunità con quello sguardo contemplativo di cui ci parla Papa Francesco nell’ Evangelii gaudium (n. 71) in modo da scoprire i tanti esempi di partecipazione e di condivisione che stanno già germogliando nelle vostre comunità. L’attuale fase diocesana del processo sinodale si propone infatti di «raccogliere la ricchezza delle esperienze di sinodalità vissuta» (Doc. prep., 31). Siamo certi che ce ne sono molte di più di quelle che può sembrare a prima vista, magari anche informali e spontanee. Ovunque ci si ascolta profondamente, si impara l’uno dall’altro, si valorizzano i doni degli altri, ci si aiuta e si prendono le decisioni insieme, c’è già sinodalità in atto. Tutto questo va preso in rilievo e apprezzato, in modo da sviluppare sempre più quello stile sinodale che è «lo specifico modus vivendi et operandi della Chiesa Popolo di Dio» (Doc. prep., 10).

Ma ci può essere anche un altro timore: se si sottolineano tanto il sacerdozio comune dei battezzati e il sensus fidei del Popolo di Dio, cosa sarà del nostro ruolo di guida e della nostra specifica identità di ministri ordinati? Si tratta, senza dubbio, di scoprire sempre più l’uguaglianza fondamentale di tutti i battezzati e di stimolare tutti i fedeli a partecipare attivamente al cammino e alla missione della Chiesa. Avremo così la gioia di trovarci a fianco fratelli e sorelle che condividono con noi la responsabilità per l’evangelizzazione. Ma in questa esperienza di Popolo di Dio potrà e dovrà venire in rilievo in modo nuovo anche il peculiare carisma dei ministri ordinati di servire, santificare e animare il Popolo di Dio.

In questo senso vorremmo pregarvi di dare in particolare un triplice contributo all’attuale processo sinodale:

  • Far di tutto perché il cammino poggi sull’ascolto e sulla vita della Parola di Papa Francesco così ci ha recentemente esortati: «appassioniamoci alla Sacra Scrittura, lasciamoci scavare dentro dalla Parola, che svela la novità di Dio e porta ad amare gli altri senza stancarsi» (Francesco, Omelia per la domenica della Parola di Dio, 23 gennaio 2022).

Senza questo radicamento nella vita della Parola, rischieremmo di camminare nel buio e le nostre riflessioni potrebbero trasformarsi in ideologia. Basandoci invece sulla messa in pratica della Parola costruiremo la casa sulla roccia (cf. Mt 7, 24-27) e potremo sperimentare, come i discepoli di Emmaus, la luce e la guida sorprendente del Risorto.

  • Adoperarci perché il cammino si contraddistingua per il reciproco ascolto e la vicendevole Prima ancora dei risultati concreti, sono già un valore il dialogo profondo e l’incontro vero. Sono molte, infatti, le iniziative e le potenzialità nelle nostre comunità, ma troppo spesso singoli e gruppi corrono il rischio dell’individualismo e dell’autoreferenzialità. Col suo comandamento nuovo, Gesù ci ricorda che «da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13, 35). Come pastori possiamo fare molto perché l’amore risani le relazioni . e guarisca le lacerazioni che spesso intaccano anche il tessuto ecclesiale, affinché ritorni la gioia di sentirci un’unica famiglia, un solo popolo in cammino, figli dello stesso Padre e quindi fratelli tra noi, a cominciare dalla fraternità fra noi sacerdoti.
  • Aver cura che il cammino non ci porti allintrospezione ma ci stimoli ad andare incontro a tutti. Papa Francesco, nell’Evangelii gaudium, ci ha consegnato il sogno di una Chiesa che non teme di sporcarsi le mani coinvolgendosi nelle ferite dell’umanità, una Chiesa che cammina in ascolto e al servizio dei poveri e delle periferie. Questo dinamismo “in uscita” incontro ai fratelli, con la bussola della Parola e il fuoco della carità, realizza il grande progetto originario del Padre: «tutti siano una cosa sola» (Gv 17, 21). Nella sua ultima Enciclica Fratelli tutti Papa Francesco ci chiede di impegnarci per questo insieme anche ai nostri fratelli e alle nostre sorelle di altre Chiese, ai fedeli delle altre religioni e a tutte le persone di buona volontà: la fraternità universale e l’amore senza esclusioni, che tutto e tutti deve abbracciare. Come servitori del Popolo di Dio siamo in una posizione privilegiata per far sì che ciò non rimanga un orientamento vago e generico, ma si concretizzi là dove

Carissimi  fratelli Sacerdoti, siamo certi che a partire da queste  priorità troverete  il modo di dar vita anche a specifiche iniziative,  a seconda delle necessità e possibilità perche la sinodalità è veramente la chiamata di Dio per la Chiesa del terzo millennio. Incamminarci  in  questa direzione non sarà esente da domande, fatiche e sospensioni, ma possiamo confidare che ci ritornerà il centuplo in fraternità e in frutti di vita evangelica. Basti pensare al primo Sinodo di Gerusalemme (cf. Atti 15). Chissà quanta fatica c’era dietro le quinte! Ma sappiamo  quanto decisivo fu quel momento per la Chiesa nascente.

Concludiamo questa nostra lettera con due passaggi del Documento Preparatorio che ci potranno ispirare e accompagnare quasi come un Vademecum.

«La capacità di immaginare un futuro diverso per la Chiesa e per le sue istituzioni all’altezza della missione ricevuta dipende in larga parte dalla scelta di avviare processi  di ascolto, dialogo e discernimento comunitario, a cui tutti e ciascuno possano partecipare e contribuire» (n. 9).

«Ricordiamo che lo scopo del Sinodo e quindi di questa consultazione non è produrre documenti, ma ”far germogliare sogni, suscitare profezie  e  visioni,  far  fiorire  speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un’alba di speranza, imparare l’uno dall’altro, e creare  un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani”» (n. 32).

Ringraziandovi per la vostra attenzione, vi assicuriamo la nostra preghiera e auguriamo a voi e alle vostre comunità un gioioso e fecondo cammino sinodale. Sappiateci vicini e in cammino con voi! E accogliete, attraverso di noi, la gratitudine anche di Papa Francesco che vi sente molto vicini.

Affidando ognuno di voi alla Beata Vergine Maria del Buon Cammino, vi salutiamo cordialmente nel Signore Gesù.

Vaticano, 19 marzo 2022

Prot. n. 220083

Oggi e domani incontro a Roma dei referenti diocesani

Il 18 e il 19 marzo si terrà, a Roma, il primo incontro nazionale dei referenti diocesani del Cammino sinodale, in presenza. Dopo gli appuntamenti online che hanno permesso al Gruppo di Coordinamento Nazionale di confrontarsi con i rappresentanti di tutte le regioni, la tappa residenziale romana sarà un’importante occasione per dialogare insieme e per raccontare il percorso fatto finora. Un focus sarà dedicato alla questione delle sintesi. Dopo il saluto di mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI, e l’introduzione di mons. Valentino Bulgarelli, Sottosegretario della CEI e Segretario del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, ci sarà spazio per gli interventi e il dibattito. L’incontro, sottolinea mons. Erio Castellucci, Arcivescovo Abate di Modena-Nonantola, Vescovo di Carpi e Vice Presidente della CEI, “vuole anche essere una sosta che aiuta l’ascolto delle nostre comunità; un momento di spiritualità che ci permetterà di connetterci a quella comunione profonda che dà linfa al nostro camminare”.

Fonte: camminosinodale.chiesacattolica.it

Papa Francesco insieme ai religiosi

Incontro internazionale con i referenti per il sinodo della Vita Consacrata

Mercoledì 16 marzo si è svolto un incontro online rivolto ai referenti per il sinodo della Vita Consacrata, organizzato dalla Segreteria del Sinodo dei Vescovi. Alla presenza del Card. Mario Grech e di sr. Nathalie Becquart, X.M.C.J, vi è stato un’interessante momento di ascolto e condivisione di questa prima fase del cammino sinodale che stiamo vivendo. Un incontro internazionale in italiano, francese, inglese e spagnolo, al quale hanno preso parte religiosi dei vari continenti. Il 23 c.m. vi sarà ancora la possibilità di partecipare ad un incontro di questo tipo per quanti non hanno potuto il 16.

Papa Francesco in videochiamata con gli universitari

Costruire ponti: incontri sinodali dei giovani universitari con Papa Francesco

Un incontro sinodale molto speciale quello vissuto dagli studenti della Loyola University del nord, centro e sud America con Papa Francesco.

Il Papa si è unito all’incontro virtuale organizzato dall’Università in collaborazione con la Pontificia Commissione per l’America latina, gli studenti, divisi in gruppo, hanno condiviso le esperienze e riflessioni, le loro idee, hanno fatto anche delle domande, intanto che Papa Francesco prendeva i suoi appunti.

Una iniziativa molto bella, la possibilità di un confronto che mira a costruire ponti incontri pacifici e costruttivi. Vari i temi affrontati: l’ecologia, le migrazioni, il lavoro, l’integrazione, ma anche la vicinanza dei pastori, l’importanza dei progetti educativi...

Uno scambio quasi familiare che ha lanciato tanti spunti e soprattutto ha mostrato la bellezza di pensare insieme, di accompagnarsi vicendevolmente nel cammino.

Un buon pastore cammina con noi... ora in mezzo, ora davanti, ora dietro al gregge. Grazie papa Francesco!

 

Religiosi accendono cero - giornata della vita consacrata

Giornata per la vita consacrata: chiamati a diventare una Chiesa sinodale

In una lettera per la XXVI Giornata Mondiale della vita consacrata, il cardinale João Braz de Aviz e monsignor José Rodríguez Carballo esortano a riflettere sulla parola “partecipazione” collegata al cammino sinodale da poco intrapreso

La Giornata per la vita consacrata, che culminerà il 2 febbraio con la celebrazione eucaristica presieduta da Papa Francesco nella Basilica di San Pietro, sarà “un'opportunità d'incontro segnato dalla fedeltà di Dio che si manifesta nella perseveranza gioiosa di tanti uomini e donne, consacrate e consacrati”. È quanto scrivono, in una lettera, il cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, e il segretario del dicastero, monsignor José Rodríguez Carballo.

Partecipare al “viaggio” della Chiesa sulla sinodalità

Nel documento si sottolinea che il cammino sinodale, da poco intrapreso e incentrato sul tema “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”, interpella ogni comunità vocazionale "nel suo essere espressione visibile di una comunione d’amore”. Riflettendo sulla parola “partecipazione”, il cardinale João Braz de Aviz e monsignor José Rodríguez Carballo invitano a chiedersi: “chi sono le sorelle, i fratelli che ascoltiamo e, prima ancora, perché li ascoltiamo?”. “Una domanda - scrivono - che siamo chiamati a farci tutte e tutti, perché non possiamo dirci comunità vocazionale e ancor meno comunità di vita, se manca la partecipazione di qualcuna o di qualcuno”. L’invito è quello di entrare in nel “viaggio” di tutta la Chiesa sulla sinodalità, “con la ricchezza dei carismi e d nostre vite, senza nascondere fatiche e ferite”. “La partecipazione diventa allora responsabilità: non possiamo mancare, non possiamo non essere tra gli altri e con gli altri, mai e ancor più in questa chiamata a diventare una Chiesa sinodale”.

Partecipazione e corresponsabilità

L’ascolto, scrivono infine il prefetto e il segretario della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, significa “fare posto all'altro nella nostra vita, prendendo sul serio quello che per lui e importante”. “La partecipazione assume cosi lo stile di una corresponsabilità da riferirsi prima ancora che alla organizzazione e funzionamento della Chiesa, alla sua stessa natura, la comunione, e al suo senso ultimo: il sogno missionario di arrivare a tutti, di avere cura di tutti, di sentirsi tutti fratelli e sorelle, insieme nella vita e nella storia, che è storia di salvezza”.

fonte: vaticannews.va

 

Secondo incontro online con i referenti diocesani del Cammino sinodale

Si è tenuto giovedì 9 dicembre, alle 20.30, sulla piattaforma Zoom il secondo webinar per i referenti diocesani del Cammino sinodale. L’incontro è stato l’occasione per approfondire alcune questioni aperte e per rispondere ai quesiti sulle modalità operative. Hanno partecipato Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo Abate di Modena-Nonantola, Vescovo di Carpi e Vice Presidente della CEI; Mons. Valentino Bulgarelli, Direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale e Sottosegretario della CEI; padre Giacomo Costa, Direttore di Aggiornamenti Sociali e consultore della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi; Pierpaolo Triani, Docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; Giuseppina De Simone, Docente alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sez. San Luigi Napoli; Vincenzo Corrado, Direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della CEI.

“Sullo sfondo – ha ricordato mons. Castellucci – rimane sempre la domanda fondamentale proposta dal Sinodo dei Vescovi: ‘Come si realizza oggi, a diversi livelli (da quello locale a quello universale) quel ‘camminare insieme’ che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, conformemente alla missione che le è stata affidata; e quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere come Chiesa sinodale?’. È un interrogativo che sta facendo emergere tante esperienze che testimoniano la vitalità dei territori e la bellezza di un ascolto che non è disincanto ma incarnazione della Parola nella storia”.

fonte: camminosinodale.chiesacattolica.it/

don Corrado Lorefice, sacerdoti e fedeli. Accensione lampada del Sinodo

“Camminiamo insieme". Aperta la fase diocesana del Sinodo dei Vescovi

La Chiesa di Palermo procede lungo il cammino sinodale che caratterizzerà i prossimi mesi: con una solenne Celebrazione Eucaristica nella Chiesa Cattedrale presieduta dall’Arcivescovo Mons. Corrado Lorefice, l’itinerario all’interno del quale verranno approfonditi e resi concreti i tre temi (“comunione, partecipazione, missione”) ha preso il via: un cammino che si preannuncia impegnativo ma anche fruttuoso, un cammino durante il quale tutto “il popolo santo di Dio” sarà coinvolto, nessuno escluso: consacrati (i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i Diaconi, i Vescovi, il Papa, i Cardinali) e laici (siano essi impegnati nelle parrocchie e nei movimenti ecclesiali oppure semplici testimoni della propria scelta di fede).

fonte: https://stampa.arcidiocesi.palermo.it/camminiamo-insieme-domenica-17-ottobre-lapertura-della-fase-diocesana-del-sinodo-dei-vescovi/

Cardinale Mario Grech

L’intervento del Card. Grech all’Assemblea pastorale diocesana

Il 24 e il 25 settembre, al teatro don Orione, si è svolta l’Assemblea pastorale

Ai lavori assembleari ha preso parte il Cardinale Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi. Il cardinale, al termine dell’intervento, ha ascoltato e risposto alle domande poste dall’assemblea presente e da quanto sono intervenuti in diretta attraverso i canali social.

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